| 11-02-2010 16:40
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I° CONGRESSO NAZIONALE DI ITALIA DEI VALORI Roma, 5, 6, 7 febbraio 2010 MOZIONE – DOCUMENTO DEI DELEGATI DELLA SARDEGNA Il primo Congresso Nazionale di Italia dei Valori sancisce il definitivo passaggio, non solo formale, di IdV dallo stato di movimento a quello di partito e rappresenta una tappa nel percorso di spersonalizzazione che lo stesso fondatore, Antonio Di Pietro, ha fortemente voluto. E tuttavia, a giudizio mio e di tantissimi, anche in Sardegna, Italia dei Valori riconosce l’essenziale importanza di averlo ancora come leader, considerati i meriti da lui acquisiti sul campo, la statura politica, il rispetto che si è conquistato e la gratitudine che iscritti e simpatizzanti sentono di nutrire nei suoi confronti. La grande novità è che tale evento si verificherà attraverso una legittimazione congressuale derivante dalla consultazione totalitaria della base e non soltanto per meriti indiscussi di fondazione. Perciò questo documento-mozione è presentato a sostegno della candidatura a Presidente del partito di Antonio Di Pietro, sottoscritta da 100 delegati sardi (la quasi totalità). Il sostegno si basa sulla riconoscenza e sulla valutazione fortemente positiva dell’operato e dell’importanza dell’azione strategica di Antonio Di Pietro nell’aver condotto il Partito alla crescita in proiezione geometrica, anche attraverso la generalizzazione dei temi nodali del Partito, per cui, al persistente impegno nella difesa della legalità, della Costituzione e della democrazia contro la deriva autoritaria della Destra, si è aggiunto quello nei settori a più marcato rilievo sociale, come l’occupazione, lo sviluppo, l’istruzione, la salute, la lotta contro le discriminazioni per razza, per immigrazione e per orientamento sessuale. Questa ampiamente condivisa valutazione positiva conduce a ritenere che il nostro Partito, con le opportune forme di democratizzazione e di ampliamento della base decisionale, di cui Antonio Di Pietro è convinto quanto noi, abbia ancora necessità della presidenza del suo fondatore, che sarà ancora più forte dopo la grande legittimazione democratica derivante dal Congresso. Il Partito è ancora caratterizzato da crescenti apporti di culture politiche diverse (accanto alla cultura per così dire movimentista c’è quella che potremmo definire istituzionale) che richiedono una delicatissima sintesi che solo Antonio Di Pietro, conoscendo il partito in profondità, può fare. La mozione che si sottopone all’accettazione del presidente Di Pietro e del Congresso, è racchiusa in tre temi generali. La sua stesura tiene conto nelle linee generali, pur senza poterle richiamare nei particolari data la loro vastità e talora minuziosità, delle importanti elaborazioni compiute nelle assemblee provinciali e, infine, in quella regionale. I temi sono: 1) La questione sarda nella questione meridionale; 2) Il Partito; 3) Gli arricchimenti programmatici. Ultimo aggiornamento: 11-02-2010 16:40
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