CAGLIARI, 17 luglio 2010 CONGRESSO PROVINCIALE 2010 ELEZIONI per il Coordinamento provinciale di Cagliari
MOZIONE GIUSTIZIA LIBERTA’
Prologo
Il titolo della mozione evoca gli antifascisti perseguitati ed uccisi da sicari del potere, per impedire loro di parlare. Richiama tanti illustri personaggi che si schierarono in difesa dei diritti fondamentali dell’uomo e della libertà che ne è l’archetipo. Allora il potere reagì uccidendo, esiliando, imprigionando, manganellando perché si tacesse sulle nefandezze compiute. Ancora oggi, nello stato democratico, i sicari hanno ucciso Giovanni Falcone e Antonio Borsellino e tanti altri cittadini impegnati a svolgere le funzioni per conto dello Stato democratico: politici, sindacalisti, magistrati, poliziotti, carabinieri, giornalisti, uomini e donne. Un massacro di innocenti per impedire di documentare la verità dei misfatti e impedire che i cittadini ne venissero a conoscenza. Senza verità non c’è giustizia, senza libertà di informazione non c’è democrazia. Tuttora assistiamo a una continuità di attacchi quotidiani allo stato di diritto, ai principi di legalità e di solidarietà che rappresentano i valori fondamentali e irrinunciabili della nostra Costituzione.
Dunque questo governo corrotto ha messo sotto scacco la Costituzione e noi non dobbiamo tacere. Dobbiamo rompere continuamente il silenzio per contrastare questo filo rosso, segnato dalla violenza, dagli abusi, dalla corruzione, dall’ingiustizia e dall’illegalità che viene da lontano e avvelena la vita democratica.
Oggi dobbiamo sentirci accomunati nel ricordo e nell’esempio di coloro i quali vollero difendere i principi etico-culturali e i valori della solidarietà che sorreggono la convivenza pacifica e democratica della Nazione e sono fondativi del nostro partito.
Oggi, in questa circostanza, Italia dei Valori si rafforza nella sua unità di associati dotandosi di una struttura organizzativa e politica adeguata ad affrontare le battaglie civili e culturali contro un regime chiuso di oligarchie rapaci, che succhia dall'alto, impone disuguaglianza, vuole avere a che fare con clienti-consumatori ignari o imboniti.
Confermiamo e ancor più sosteniamo la nostra collocazione nello schieramento di centrosinistra e la posizione di assoluto antagonismo e di intransigente contrasto alla deriva istituzionale.
Gli strumenti a nostra disposizione sono quelli che ci offre il sistema democratico e il nostro impegno civile
per combattere il decadimento etico e istituzionale, per
- contrastare le proposte di stravolgimento della Costituzione, come il presidenzialismo e l'attrazione della giurisdizione nella sfera d'influenza dell'esecutivo,
- difendere la legalità contro il lassismo e la corruzione,
- promuovere la cultura politica, il pensiero critico, una rete di relazioni tra persone ugualmente interessate alla convivenza civile e all'attività politica, nel segno dei valori costituzionali.
Ultimo aggiornamento: 24-07-2010 13:38
Sarà…ma per noi l’Ufficio postale di Capoterra non funziona
La segnalazione sui disservizi dell’ Ufficio postale di Capoterra fatta dal locale Circolo di Italia dei Valori , è stata accolta, come già abbiamo avuto modo di scrivere, dall’On Federico Palomba, deputato e coordinatore del partito, che sull’argomento, oltre aver inviato una lettera al Direttore dell’Area Territoriale Centro dell’Amministrazione postale, rimasta peraltro senza risposta, ha presentato, nel settembre scorso, una interrogazione al Ministro delle Infrastrutture. Nel documento in questione è stata evidenziata soprattutto la mancanza di considerazione da parte dell’Amministrazione postale nei confronti delle numerose proteste degli utenti di Capoterra per un servizio pessimo offerto dal suo unico sportello, per giunta decentrato. Una situazione mortificante e decisamente non adeguata ad un paese di 24mila abitanti sparsi su una vasta area del territorio. Il 17 febbraio scorso, finalmente dopo cinque mesi,si è avuta, da parte del Vice Ministro Paolo Romani, risposta all’interrogazione.
Ultimo aggiornamento: 20-02-2010 16:04
Italia dei Valori : da movimento di opinione a partito d’azione
“ La ragione vera e propria del Congresso Nazionale ( tenutosi a Roma nei giorni 5 -7 febbraio scorso ) – scrive l’On. Di Pietro nella sua ampia ed articolata mozione congressuale – è quella di porre le basi affinché quello che finora è stato soprattutto un movimento di opinione … diventi un partito politico d’azione in cui trovino vita , cittadinanza, agibilità, spazi di dialettica democratica e partecipazione politica tutti coloro che si riconoscono nei valori e nei principi fondamentali della Costituzione”. “ Dobbiamo organizzarci - scrive ancora Di Pietro - per passare dalla fase dell’opposizione a quella dell’alternativa. Dobbiamo attrezzarci al più presto per affrontare la fase della ricostruzione e per non farci trovare impreparati quando l’area tribale del governo Berlusconi terminerà. Dobbiamo democratizzare le nostre strutture e la nostra organizzazione a tutti i livelli ripartendo dalla base … attraverso la realizzazione di congressi territoriali (cittadini, provinciali e regionali)”.
Il primo Congresso Nazionale di Italia dei Valori sancisce il definitivo passaggio, non solo formale, di IdV dallo stato di movimento a quello di partito e rappresenta una tappa nel percorso di spersonalizzazione che lo stesso fondatore, Antonio Di Pietro, ha fortemente voluto. E tuttavia, a giudizio mio e di tantissimi, anche in Sardegna, Italia dei Valori riconosce l’essenziale importanza di averlo ancora come leader, considerati i meriti da lui acquisiti sul campo, la statura politica, il rispetto che si è conquistato e la gratitudine che iscritti e simpatizzanti sentono di nutrire nei suoi confronti.
La grande novità è che tale evento si verificherà attraverso una legittimazione congressuale derivante dalla consultazione totalitaria della base e non soltanto per meriti indiscussi di fondazione.
Perciò questo documento-mozione è presentato a sostegno della candidatura a Presidente del partito di Antonio Di Pietro, sottoscritta da 100 delegati sardi (la quasi totalità). Il sostegno si basa sulla riconoscenza e sulla valutazione fortemente positiva dell’operato e dell’importanza dell’azione strategica di Antonio Di Pietro nell’aver condotto il Partito alla crescita in proiezione geometrica, anche attraverso la generalizzazione dei temi nodali del Partito, per cui, al persistente impegno nella difesa della legalità, della Costituzione e della democrazia contro la deriva autoritaria della Destra, si è aggiunto quello nei settori a più marcato rilievo sociale, come l’occupazione, lo sviluppo, l’istruzione, la salute, la lotta contro le discriminazioni per razza, per immigrazione e per orientamento sessuale.
Questa ampiamente condivisa valutazione positiva conduce a ritenere che il nostro Partito, con le opportune forme di democratizzazione e di ampliamento della base decisionale, di cui Antonio Di Pietro è convinto quanto noi, abbia ancora necessità della presidenza del suo fondatore, che sarà ancora più forte dopo la grande legittimazione democratica derivante dal Congresso. Il Partito è ancora caratterizzato da crescenti apporti di culture politiche diverse (accanto alla cultura per così dire movimentista c’è quella che potremmo definire istituzionale) che richiedono una delicatissima sintesi che solo Antonio Di Pietro, conoscendo il partito in profondità, può fare.
La mozione che si sottopone all’accettazione del presidente Di Pietro e del Congresso, è racchiusa in tre temi generali. La sua stesura tiene conto nelle linee generali, pur senza poterle richiamare nei particolari data la loro vastità e talora minuziosità, delle importanti elaborazioni compiute nelle assemblee provinciali e, infine, in quella regionale.
I temi sono:
1) La questione sarda nella questione meridionale;
Documento presentato dai delegati del Circolo Italia dei Valori di Capoterra all'Assemblea Regionale dei Delegati al Congresso Nazionale del Partito che si terrà a Roma nei giorni 5 - 7 febbraio prossimi.