Ho ritrovato un mio articolo pubblicato qualche tempo fa su un mensile locale. Stante l’attualità dell’argomento ritengo opportuno riproporlo con qualche variazione .
La costituzione dell’area metropolitana di Cagliari, consentita dalla legge sull’ordinamento delle autonomie locali fin dal 1990, è legata a scelte politiche e come tale soggetta a “ laboriose analisi e ricerche” per stabilirne le opportunità ( o le convenienze ), per definirne la sua delimitazione geografica e soprattutto per designarne i poteri ed i ruoli della città metropolitana e dei comuni che ne andranno a far parte.
Ultimo aggiornamento: 11-06-2008 13:38
A Capoterra la gestione integrata dei trasporti resta un miraggio
In un articolo apparso su La Nuova Sardegna nel novembre scorso si è parlato di un possibile ravvicinato bando di gara, emesso dalla Provincia di Cagliari, riguardante il trasporto pubblico per garantire il servizio nei comuni dell’Area Vasta tra i quali quello di Capoterra. Una notizia di grande rilievo che ha fatto nascere tante aspettative, tenuto conto che Capoterra in questi ultimi quarant’anni ha subito un profondo processo di trasformazione passando da una economia agricola – pastorale ad una del terziario avanzato , pur mantenendo alcuni aspetti di agricoltura specializzata e di piccola industria. Questa località, infatti, per effetto di un forte inurbamento proveniente soprattutto dal capoluogo ha assunto, per la Sardegna l’aspetto di un grosso centro residenziale passando dai circa 8.000 abitanti degli anni ’60 agli attuali 24.000 circa.
Da molti anni assistiamo ad un progressivo degrado delle istituzioni e con esse del tessuto socio – economico del Paese. Si è stabilito nel tempo un quadro di instabilità e di incertezza negli assetti politico – economici con evidenti effetti negativi sull’occupazione, soprattutto in quella giovanile. I dati sul mercato del lavoro ci dicono, infatti, che in Italia su cento giovani circa 20 sono disoccupati. Una percentuale tra le più alte d’Europa che ci deve fortemente preoccupare per gli effetti negativi che sta provocando nelle giovani generazioni e che si manifestano in un forte stato di disagio e di insicurezza per il futuro. Stato di disagio e di insicurezza che a mio avviso si è ripercosso ultimamente negli umori elettorali di molte famiglie italiane.
Attraverso le pagine di questo sito informatico vorrei soffermarmi sullo scottante tema della gestione del territorio e dell’ambiente ed in particolare sul Piano Urbanistico Comunale ( PUC) quale strumento propedeutico per la elaborazione del Piano Strategico, recentemente approvato dal Comune di Capoterra. Diciamoci la verità, l’argomento non è stato adeguatamente perseguito e sostenuto dalle amministrazioni comunali fin qui succedutesi e che hanno privato Capoterra di disporre per tempo di uno strumento urbanistico capace, per un verso, di assicurare la salvaguardia del territorio e per l’altro di promuovere adeguate forme di sviluppo sostenibile, col fine ultimo di tutelare l’ambiente e di migliorare la qualità della vita dei suoi abitanti. Ancora oggi a Capoterra si opera in materia urbanistica con un inadeguato Piano di Fabbricazione vecchio di quarant’ anni; piano che consente ( e ha consentito in pqassato) agli amministratori comunali di effettuare scelte molto soggettive e talvolta contrastanti , se non penalizzanti, con le potenzialità intrinseche del territorio. Fortunatamente, dico io, la Regione Sarda ha deliberato uno strumento di governo del territorio, il Piano Paesaggistico Regionale, al quale volenti o nolenti tutti i comuni dovranno adeguarsi in tempi brevi. Il predetto documento di indirizzo, infatti, fissa precisi criteri di edificabilità ed introduce nuovi limiti nell’utilizzo e nella destinazione delle aree.
Mediante questa rubrica cercherò, per quanto possibile, di affrontare argomenti inerenti lo sviluppo sociale ed economico della nostra comunità capoterrese, all’interno di un più ampio quadro di riferimento quale quello dell’area metropolitana di Cagliari. In materia ci sono molte cose da dire e proposte da fare si ci si pone come obiettivo finale la costruzione di una città socialmente ed economicamente evoluta.