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Assemblea di Cagliari per l’elezione dei delegati per il Congresso Nazionale (10/1/2010). PDF Stampa E-mail
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11-01-2010 21:19

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Intervento  di Massimiliano Cabras – Coordinatore del Circolo di Capoterra


Carissimi,
          mi è stata data l’ opportunità di prendere la parola in questa assemblea convocata per l‘elezione dei delegati  al Congresso Nazionale.
Assemblea che  per la sua finalità ritengo sia di grande rilevanza non solo perché ci permette di scambiarci qualche opinione, ma soprattutto perché ci consente di intervenire, e dire la nostra, sullo sviluppo ed il consolidamento del nostro Partito.
Un congresso nazionale rappresenta la scelta di un percorso futuro e pertanto l’indicazione dei delegati riveste per tutti noi una grande responsabilità.     Pur esprimendo la mia massima preoccupazione per la situazione di regresso economico in cui versa l’Italia ed in particolare la nostra Regione e di solidarietà per tutte quelle maestranze in lotta che hanno perso o stanno perdendo il posto di lavoro ( ed al riguardo invito i nostri rappresentanti nelle sedi istituzionali di perseverare nell’opera di opposizione alla politica nebulosa ed insufficiente del governo nazionale e regionale), non mi soffermo su questo tema  per contenere al massimo i tempi del mio intervento.
Pertanto prendo in esame solo due argomenti che in questo momento ritengo di estrema rilevanza per la vita stessa del nostro Partito.

Per comodità di svolgimento divido  il mio intervento in due capitoli.

il  progetto politico
l’azione del nostro partito.

Il progetto politico

    Nel settembre scorso ho partecipato all’incontro nazionale di Vasto dove ho avuto modo di assistere ad interessantissimi  dibattiti.
Dibattiti che hanno contribuito non poco  ad arricchire il mio bagaglio di conoscenze sulla situazione attuale del Partito e sulla linea politica  che questi intende porre in essere  per il futuro.
Incontri che hanno analizzato temi riguardanti l’occupazione, l’economia, la giustizia, la sicurezza, le  energie rinnovabili, l’Europa , la scuola e la libertà d’informazione.
 In quella circostanza ha preso forma, dopo una lunga gestazione, un progetto politico di grande respiro per la cui realizzazione ovviamente è  richiesto il massimo impegno di tutto il Partito e di tutte le persone che hanno a cuore la tutela della libertà.
    Il progetto  costituisce  un lavoro costruttivo e completo per la nascita di un governo alternativo a quello attuale.




Una proposta di programma in 10 punti, tutti  innovativi, interessanti e meritevoli di attenta riflessione.
Tra i vari punti, che saranno al centro  del dibattito congressuale di Roma,  mi soffermo sul punto 5)  dedicato all’informazione.
Con questo non voglio sminuire l’importanza gli altri , ma questo argomento lo considero  propedeutico all’intero quadro di proposte programmatiche.
L’Italia sta perdendo progressivamente posizioni di credibilità democratica  nel contesto dei paesi del mondo occidentale.
E questo perchè  il nostro Paese sta passando lentamente, ma progressivamente ed inesorabilmente , da un sistema politico parlamentare, che prevede un perfetto equilibrio istituzionale, ad un regime oligarchico in cui i poteri sono accentrati in poche persone.
Anzi, più precisamente in una sola persona ( Berlusconi) che pretende di poter decidere su tutto e al di sopra di tutti i poteri.
Ciò in evidente contrasto con la nostra Carta Costituzionale, voluta  dopo la negativa esperienza del ventennio fascista.
Questo  scivolamento silenzioso verso una forma di dittatura ritengo che sia dovuto in gran parte  anche  ad un uso servile e distorto dell’informazione .
Infatti,con questa tecnica che definirei “oscurantista” la Berlusconi e company – manipolando l’informazione per disinformare – hanno  fatto credere  agli italiani che  la  politica governativa era diretta  a risolvere i problemi del Paese e non – come vanno dicendo i soliti  “ comunisti” calunniatori -  ad assecondare la soluzione di problemi con la giustizia.
Si sta infatti consolidando nel nostro Paese una maggioranza totalitaria (qualcuno l’ha definita  anche fascista e piduista ) che infischiandosene di una inconsistente opposizione tende a perseguire obiettivi di interesse particolare .
In questo momento l’unica, vera opposizione  è portata avanti da Italia dei Valori. E di questo dobbiamo dare soprattutto gran merito a Di Pietro.
Purtroppo, dobbiamo ammettere che fino ad ora, la sua azione corretta nella sostanza ,  non è risultata  soddisfacente  nei risultati.
Anche perchè l’azione svolta da Italia dei Valori  purtroppo non ha trovato adeguata sponda nei partiti di centrosinistra e tra questi in particolar modo da parte del PD, il nostro maggiore e feroce  oppositore nell’area di centro sinistra.
 
Da qui l’ importanza della proposta  programmatica prevista al punto 5) del predetto progetto politico che  prevede:

la liberalizzazione del mercato televisivo;
per i proprietari di reti televisive e carta stampata,la fissazione di un limite del 10% del mercato totale;
La revisione dei criteri di assegnazione dei finanziamenti pubblici all’editoria e un loro  effettivo controllo;



L’assegnazione del controllo RAI ad un ente totalmente e realmente indipendente dai condizionamenti e dalle scelte della politica;
La promozione per la diffusione dell’accesso ad internet su tutto il territorio nazionale e l’insegnamento delle nuove tecnologie informatiche a partire dalle scuole elementari;
La realizzazione di  una chiara liberalizzazione del mercato della raccolta pubblicitaria con la previsione di un tetto massimo per le quote di mercato della pubblicità televisiva. ( oggi tutte a vantaggio di Mediaset)

In questo senso la proposta di Italia dei Valori diventa determinante e al congresso è necessario darne l’incondizionata adesione.


Azione del Partito


Non nascondiamoci dietro un dito :  Italia dei Valori sta attraversando un periodo difficile  non solo  per gli attacchi esterni ( ogni occasione è buona per gli avversari dire male del Partito e del suo Coordinatore nazionale) ma anche e soprattutto  per le “diatribe “ interne che giorno per giorno rimbalzano all’attenzione del Paese, dando così alimento ai denigratori.
Diatribe interne che, oltretutto, seminano sconcerto tra quegli iscritti  che hanno dato la loro adesione IDV  considerandolo Partito diverso e pulito.
Molti sono entrati in IDV, ed io tra questi, sui temi della moralità pubblica e sulla necessità di cambiamento della classe politica
La dichiarazioni  di Di Pietro  - in risposta alle osservazioni di  MicroMega -   ne sono una lampante dimostrazione.
Scrive Di Pietro:  

“ Bisogna dare  avvio ad una fase costituente con l’obiettivo di arrivare nel nostro Partito ad una completa spersonalizzazione… e fondare una forza politica nuova in grado di poter rappresentare… quei cittadini che non vogliono più stare con gli occhi bendati e che si riconoscono appunto in modo integrale nei principi della nostra Costituzione”.

In altre parole.

E’ vero che in questi ultimi anni il Partito è cresciuto in termini di voti , ma non è cresciuto all’interno.
Infatti da questa situazione  di crescita elettorale alcuni vogliono accaparrarsi un posto al sole, anche se talvolta ritengo non ne abbiano la capacità nel partito nuovo, per il quale occorrono nuove figure dirigenziali.



Tutti siamo utili , ma non tutti siamo idonei a rivestire posizioni di responsabilità.

La prospettiva deve essere non personalistica , ma deve essere  quella di costruire insieme intorno a questo consenso il consolidamento della nostra organizzazione.
Insieme dobbiamo collaborare per la costruzione di un Partito diverso, che vada oltre le ideologie  e gli interessi personali e sia capace di coinvolgere tutte le persone oneste e per bene provenienti dalla società civile .
Persone oneste che attraverso il nostro Partito si riapproprino della passione politica e vogliano incidere  sulle grandi e piccole scelte inerenti il proprio  vivere civile.
Il compito di ciascuno di noi  non deve essere quello di dividere il Partito in inutili  fazioni – con l’obiettivo di accaparrarsi una fetta di potere – ma quella di collaborare per dare al Partito una adeguata ed univoca struttura organizzativa.

Ci saranno nel prosieguo del tempo  momenti istituzionali per creare idonee ed omogenee strutture regolarmente elette.

Adesso abbiamo di fronte un importante Congresso Nazionale cerchiamo di celebrarlo nei dovuti modi, contribuendo alla sua linea politica con l’approvazione dello Statuto, con gli approfondimenti sul programma, con la presentazione di proposte e con il rafforzamento della sua leadership.

Dopo ci sarà tempo per trovare i giusti equilibri anche a livello provinciale e regionale, ma al momento devono essere bandite le tensioni interne e le contrapposizioni tendenti a sconvolgere gli equilibri locali .

Perseverare in questo comportamento oltre creare profonde lacerazioni interne,sminuendo l’immagine del Partito,  sarebbe causa di un suicidio politico.
Abbiamo tra l’altro in data molto ravvicinata le elezioni amministrative e dobbiamo affrontarle con il giusto impegno  per conseguire il migliore risultato, anche se i nostri possibili compagni di viaggio ( ed il PD in particolare)  oscillano senza prendere decisioni.
Sono certo che la nostra massima classe dirigente nazionale e regionale sappia prendere anche in questa difficile situazione le posizioni di maggiore equilibrio e di interesse per il Paese, fermo il nostro comune interesse per il centro sinistra.

Non voglio aggiungere altro e mi scuso per approfittato della vostra attenzione.

Ultimo aggiornamento : 11-01-2010 21:19

   
Figo: lo DIGO!
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