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Congresso provinciale IDV Mozione definitiva PDF Stampa E-mail
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24-07-2010 13:35

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CAGLIARI, 17 luglio 2010
CONGRESSO PROVINCIALE 2010
ELEZIONI per il Coordinamento provinciale di Cagliari

 

MOZIONE GIUSTIZIA LIBERTA’

Prologo

Il titolo della mozione evoca gli antifascisti perseguitati ed uccisi da sicari del potere, per impedire loro di parlare. Richiama tanti illustri personaggi che si schierarono in difesa dei diritti fondamentali dell’uomo e della libertà che ne è l’archetipo. Allora il potere reagì uccidendo, esiliando, imprigionando, manganellando perché si tacesse sulle nefandezze compiute. Ancora oggi, nello stato democratico, i sicari hanno ucciso Giovanni Falcone e Antonio Borsellino e tanti altri cittadini impegnati a svolgere le funzioni per conto dello Stato democratico: politici, sindacalisti, magistrati, poliziotti, carabinieri, giornalisti, uomini e donne. Un massacro di innocenti per impedire di documentare la verità dei misfatti e impedire che i cittadini ne venissero a conoscenza. Senza verità non c’è giustizia, senza libertà di informazione non c’è democrazia. Tuttora assistiamo a una continuità di attacchi quotidiani allo stato di diritto, ai principi di legalità e di solidarietà che rappresentano i valori fondamentali e irrinunciabili della nostra Costituzione.

Dunque questo governo corrotto ha messo sotto scacco la Costituzione e noi non dobbiamo tacere. Dobbiamo rompere continuamente il silenzio per contrastare questo filo rosso, segnato dalla violenza, dagli abusi, dalla corruzione, dall’ingiustizia e dall’illegalità che viene da lontano e avvelena la vita democratica.

Oggi dobbiamo sentirci accomunati nel ricordo e nell’esempio di coloro i quali vollero difendere i principi etico-culturali e i valori della solidarietà che sorreggono la convivenza pacifica e democratica della Nazione e sono fondativi del nostro partito.



Oggi, in questa circostanza, Italia dei Valori si rafforza nella sua unità di associati dotandosi di una struttura organizzativa e politica adeguata ad affrontare le battaglie civili e culturali contro un regime chiuso di oligarchie rapaci, che succhia dall'alto, impone disuguaglianza, vuole avere a che fare con clienti-consumatori ignari o imboniti.

Confermiamo e ancor più sosteniamo la nostra collocazione nello schieramento di centrosinistra e la posizione di assoluto antagonismo e di intransigente contrasto alla deriva istituzionale.

 

Gli strumenti a nostra disposizione sono quelli che ci offre il sistema democratico e il nostro impegno civile

per combattere il decadimento etico e istituzionale, per

- contrastare le proposte di stravolgimento della Costituzione, come il presidenzialismo e l'attrazione della giurisdizione nella sfera d'influenza dell'esecutivo,

- difendere la legalità contro il lassismo e la corruzione,

- promuovere la cultura politica, il pensiero critico, una rete di relazioni tra persone ugualmente interessate alla convivenza civile e all'attività politica, nel segno dei valori costituzionali.

 

Presentazione

Sono qui a proporre la mia candidatura a coordinatore provinciale perché credo fermamente nella politica dei valori che sono alla base del nostro partito, credo fermamente che senza trasparenza, legalità e solidarietà non ci possa essere sviluppo sociale.

Sono qui dopo una positiva, anche se breve, esperienza istituzionale che mi ha insegnato quanto sia grande la responsabilità etica di chi governa la res pubblica e quanto sia importante tenere sempre presente il bene comune.

La politica sta attraversando una gravissima crisi, crisi di credibilità e di fiducia, perché per troppo tempo essa ha tradito le giuste aspettative dei cittadini.
Vi è stata una "caduta verticale" di questa fondamentale attività della vita comune, determinata da un deficit etico, ideale e civile che è andato progressivamente aggravandosi fino ad assumere la dimensione patologica dei giorni nostri. I c
ittadini percepiscono la politica come opportunista, compromessa dai personalismi e dalle conflittualità interne sia di centro sinistra che di centro destra.


I numeri dell’astensionismo a queste elezioni amministrative sono testimoni terribili:

votanti provinciali 2005 > percentuale > 62,24 %;

votanti “ 2010 1° turno > 47,29%;

votanti “ 2° “ > 24,92%;


Il nostro partito ha avuto invece un solido incremento come testimoniano i numeri:

votanti IDV 2005 – n. 5.988 > 2,53%

“ “ 2010 – n. 11.753 > 6,12%


Il motivo di tale tenuta sta nella coerenza delle nostre proposte politiche, alternative ad un centro destra allo sbando, preda dei potentati d’affari massoni e mafiosi.

Alternativo anche alla politica moderata e inconcludente del PD, partito ormai ostaggio di opposte strategie politiche, incapaci di superare le convenienze correntizie dei suoi dirigenti.

Questa è la dimensione sociale e politica in cui dovrò operare, assieme ai componenti del coordinamento, in cui ci si dovrà confrontare politiche di contrasto alla povertà montante, sempre più diffusa, disoccupazione dilagante che gli ammortizzatori sociali non riescono a sostenere e alla mancanza di lavoro che colpisce soprattutto giovani e donne.

Noi siamo pronti e siamo in tanti, disponibili ad offrire il nostro contributo nell’interesse della nostra comunità.


  1. Parte

POLITICA

Le istituzioni sotto scacco.

  • Difesa della legalità costituzionale

Lo stato delle istituzioni del nostro Paese e della nostra regione ci preoccupa moltissimo.

Il sistema democratico è sotto scacco, scosso da un sisma di forte magnitudo che, con sempre maggiore intensità, aggredisce le fondamenta della nostra casa comune, la Nazione, e i principi su cui si fonda il patto democratico che la tiene unita, la Costituzione.


Forze eversive occupano il Parlamento e ne determinano la produzione legislativa attraverso l’istituto del Decreto legge, il cui abuso evidenzia la presenza di una “dittatura della maggioranza” piegata e acquiescente alle esigenze personali del premier. La produzione legislativa è sempre più spesso liberticida e incostituzionale il cui rigetto o rinvio il capo del Governo addebita alla Costituzione.

L’onda d’urto del sisma coinvolge le istituzioni di controllo istituzionale e si abbatte sul terzo potere dello Stato, quello giudiziario. La Magistratura è accusata di essere un potere politico che interferisce sull’attività degli altri due, l’esecutivo e il legislativo.

Al grido “difendiamoci dal processo” i parlamentari inquisiti, sotto processo, condannati in 1° o 2° grado col sostegno degli avvocati –parlamentari, producono leggi “contro” la giustizia.

Gli avvocati-parlamentari difendono il proprio cliente, non la giustizia e ci provano al di fuori dei principio costituzionale de “la legge è uguale per tutti” provocando l’asfissia delle funzioni, cioè attuando provvedimenti che privano dei finanziamenti necessari le Procure, la polizia giudiziaria e quelle che controllano il territorio, nel contempo bloccando i concorsi pubblici per rinnovare ed aumentarne gli organici.


In queste condizioni la lotta alla criminalità, privata per legge di strumenti anche tecnologici essenziali, non può essere svolta in modo efficace contro le bande Bassotti che sempre più impunemente imperversano in Italia.


La corruzione pubblica è diventata lo stereotipo dell’italianità, assieme alla libertà di delinquere e alle veline che hanno sostituito la coppola, la pizza e i mandolini.

La legge elettorale ha prodotto un danno non immaginabile quando, aggirando i più elementari principi costituzionali di uguaglianza e di pari opportunità, ha permesso alle segreterie dei partiti di nominare propri candidati conculcando la libertà del voto libero, consapevole e democratico.

Il settore dell’informazione è sotto attacco; quello dei media pubblici è già in mano alle società dell’imprenditore miliardario che ci governa.

I giovani costretti a lavorare all’estero si vergognano delle condizioni in cui versa l’Italia; anche gli stranieri ci guardano allibiti, soprattutto per il livello di sopportazione degli italiani.

Il grido indignato Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra (fino a quando, Catilina, abuserai della nostra pazienza?) non fa più parte della nostra cultura; prevalgono il lassismo, l’indifferenza, l’individualismo, l’edonismo, l’accaparramento privato sino alle ruberie e alla razzia del bene pubblico.

La concretezza del risultato prevale sull’astrattezza dei principi dell’etica e della morale, pubblica e privata. L’esempio viene dai personaggi pubblici e dalle televisioni. L’etica e l’estetica sono piegate a strumento subliminale per il rafforzamento del consenso di chi controlla i media e vuole conservare il potere pubblico per il proprio arricchimento privato.


La difesa dello stato di diritto

  • Etica nella politica

Noi tutti siamo investiti di un compito gravoso assieme ai nostri rappresentanti impegnati nelle istituzioni e, in particolare al mai assente Federico Palomba - che ricopre la carica di vice presidente della Commissione Giustizia della Camera – e che si batte come un leone contro questo pasticciaccio brutto rappresentato dal IV governo Berlusconi. Con lo stesso spirito e con la stessa tensione etica, agiscono i consiglieri regionali col loro capogruppo Adriano Salis.


Noi tutti dobbiamo avere la consapevolezza che il momento è difficile; tutti i cittadini devono sapere che Italia dei Valori, non ci sta ad assistere in silenzio alla distruzione dello stato di diritto.

Noi siamo all’opposizione in Parlamento e in Consiglio regionale ed anche nel Consiglio comunale di Cagliari.

Noi siamo l’opposizione a Berlusconi e al berlusconismo.


Noi siamo in difesa dello stato di diritto così spudoratamente attaccato e così pericolosamente messo a rischio di collasso da clan, cricche e mafie che spregiudicatamente spingono la nazione verso comportamenti delinquenti.

Lo stato di diritto si difende anche, in primis, difendendo e proteggendo il Fisco, cioè la ricchezza del Paese prodotta dal lavoro e dal sacrificio dei lavoratori, costituita dalle tasse che devono essere immesse nel circuito economico della società sotto forma di servizi per il raggiungimento della migliore qualità della vita. Nel concetto di qualità, qualità per tutti, è implicito che debbano essere intraprese azioni di contrasto contro la povertà, conto l’ignoranza, contro la mancanza di lavoro, di salute, di casa e a sostegno di quella parte di società economicamente debole, sola o emarginata.

Occorre ipotizzare un modello diverso dell’impianto degli studi universitari per adeguarlo a quello dei paesi UE in modo da pareggiare il tempo di “uscita” e il titolo (diploma di laurea,) riservando alla Tesi il valore aggiuntivo di specializzazione post lauream.


E’ necessario, in una condizione di crisi, ridurre i costi e gli sprechi. Cominciando dal numero dei parlamentari e dei ministri, dei consiglieri regionali e degli assessori, dei consiglieri comunali e degli assessori. E’ necessario ridimensionare stipendi, benefit e privilegi, auto blu e spese di rappresentanza perseverando nelle buone prassi attuate dal Governo Soru all’interno della Regione ed estendendole alle altre istituzioni e agli enti strumentali.


Ridimensionare la pletora dei posti di sottogoverno, fatta di enti inutili e di gettoni di presenza.

Ripristinare le province storiche, in attesa che la modifica dell’art. 117 Cost. ne sancisca la definitiva eliminazione.


Applicare il principio della competenza attuando un programma di riorganizzazione di tutti gli uffici pubblici e degli enti strumentali attraverso concorsi interni e mobilità, con premialità economiche finalizzate al migliore risultato correlato alla maggiore responsabilità.

Ma la crisi economica richiede interventi sostanziali contro l’evasione fiscale e contro la costituzione di “provviste” presso banche compiacenti, che dovrebbero essere considerate come furto aggravato ai danni dello Stato da sanzionare con pene detentive severe e certe.


La difesa dello stato sociale e del lavoro

  • Politica economica e difesa dello stato sociale

In una condizione di crisi come l’attuale, il sistema economico deve necessariamente essere sostenuto. L’apparato produttivo costituito dalle PMI (Piccole e Media Industrie), che rappresenta per la sua diffusione la principale risorsa del territorio, ha un’intrinseca debolezza nella sua modesta densità occupazionale cui consegue un modesto bacino di mercato.

Nelle condizioni di crisi la sottocapitalizzazione strutturale delle PMI non consente di affrontare la ricerca di nuovi mercati o di riqualificarsi. Appare opportuno sostenere iniziative che favoriscano agevolazioni bancarie, dilazione nei pagamenti di mutui, sostegno pubblico per alleggerire i costi dell’apprendistato impiegato, sostegno all’innovazione tecnologica e alla riqualificazione produttiva.

Occorre definire accordi per abbattere il costo degli interessi sui prestiti bancari e il maggiore costo del trasporto delle merci a causa dell’insularità, previo adeguamento dell’art. 117 cost., come proposto alla Camera dal nostro deputato Federico Palomba.


Le difficoltà economiche colpiscono ampi settori della popolazione, soprattutto quella monoreddito costituita dagli impiegati pubblici e privati, dagli artigiani, dai pensionati, dai commercianti. Si estende al terziario e coinvolge in modo altrettanto drammatico i giovani laureati e le donne.

La mancanza di lavoro provoca sconforto e frustrazione. Chi può fugge all’estero.

Occorre sostenere i lavoratori che lo hanno perduto, offrendo loro un bonus semestrale pari allo stipendio perduto, adeguando il sistema degli ammortizzatori sociali, delle politiche giovanili e delle pari opportunità a quello delle politiche della UE.

Occorre sostenere le famiglie con figli piccoli, agevolandole per il periodo della cura sino alla fine del primo ciclo dell’educazione scolastica.

Occorre incentivare i bonus e le borse di studio per i figli di famiglie a basso reddito che si siano distinti negli studi.

Occorre agevolare le giovani coppie offrendo loro case in affitto a prezzi calmierati attivando nuove politiche pubbliche per la casa.


Si richiede l’attivazione della class action qualunque sia l’oggetto che abbia causato un evidente danno pubblico, materiale e immateriale.


Occorre valorizzare le risorse locali, nei settori dell’artigianato, dell’agricoltura, dell’ambiente quali prodotti della natura e della cultura che costituiscono il patrimonio collettivo delle comunità.

Occorre operare sulla qualità di beni materiali e immateriali salvaguardandone la loro integrità e la loro specificità anche per la loro valenza emozionale.

Siamo schierati contro lo smantellamento, del Piano Paesaggistico Regionale, tentato e reiterato dalla Giunta Cappellacci, attraverso i cosiddetto PIANO CASA operato al di fuori delle competenze istituzionali regionali per favorire, ancora una volta, cricche di riciclatori, di cementificatori e di investitori senza scrupoli sostenuti dai propri lacchè politici. Su questo argomento il gruppo regionale IDV si è schierato contro favorendo la sconfitta della Giunta regionale.


Siamo contro la decisione draconiana di abolire l’Agenzia della conservatoria delle coste, considerata un gioiello, a livello internazionale, come espressione di una filosofia politica che pone l’ambiente tra i valori primari della cultura comunitaria.

Siamo contro il lassismo, non casuale, nei controlli sull’erogazione dei contributi a imprese-canaglia che hanno rapinato tra il 2000 e il 2006 l’80% degli 11.000 miliardi di finanziamenti pubblici lasciando sul territorio aziende di cartone e molti capannoni vuoti, ma pochi posti di lavoro.

Siamo contro le razzie pianificate riteniamo necessario e urgente reintrodurre i controlli sugli atti degli Enti locali per non perdere le risorse erogate né il tempo per attivare processi per truffa aggravata che finirebbero in prescrizione.


Impegno e coerenza

  • Difesa dei valori fondamentali

I cittadini avvertono la nostra energia positiva e la nostra onestà intellettuale. Ci premiano costantemente ad ogni tornata elettorale. Ci ringraziano apertamente per avere difeso il loro posto di lavoro dai banchi del Parlamento che in ogni altra sede istituzionale.

Ci apprezzano quando rispettiamo i nostri principi statutari anche quando ciò può provocare una perdita consistente di risultati, faticosamente conquistati. Mi riferisco alle elezioni provinciali del maggio e al ballottaggio di giugno scorsi quando il Direttivo provinciale, dopo un ampio e sereno dibattito, ha ritenuto di non doversi apparentare col candidato presidente del centrosinistra.

La perdita di uno dei due seggi conquistati sul campo, tuttavia, è stata compensata ampiamente dal maggiore e più diffuso consenso suscitato da questa pur sofferta decisione.


L’impegno di IDV si esplicita nella difesa dei principi fondanti della Costituzione: che difende scendendo in piazza, la libertà di informazione e dell’istruzione pubblica, la cultura e dello spettacolo in ogni loro forma ed espressione. IDV è schierato apertamente in difesa dell’ambiente e del paesaggio e ne sostiene la salvaguardia come bene indisponibile; sostiene l’urgenza dell’adeguamento alla new economy, rappresentata anche dalla green economy, foriera di nuova cultura e qualità del vivere e capace di assorbire innumerevoli posti di lavoro. Nella new economy non c’è posto per il nucleare, ma per le energie alternative, prodotte dal sole, dal vento e dall’idrogeno da tenere sotto il controllo pubblico come la risorsa primaria e fondamentale: l’acqua.


Schieramento, alleanze e autonomia

  • Il PD: da crisalide a farfalla

Siamo schierati a sinistra, al governo o all’opposizione. Siamo coerenti e leali, nonostante le difficoltà che sorgono tra alleati che, normalmente, si risolvono col dialogo. Il rispetto dei patti e delle condizioni prestabiliti consente di raggiungere soluzioni condivise sui programmi politici e di attivare decisioni efficaci sugli aspetti della loro gestione amministrativa, sul personale politico da coinvolgere nell’organizzazione del lavoro interno alle amministrazioni, laddove devono una volta per tutte applicarsi i principi della meritocrazia e della valorizzazione delle capacità e delle competenze professionali presenti.

Siamo schierati a sinistra auspicando che l’alleanza nominale tra i partiti si trasformi in una forza culturale che sia il frutto del rinnovamento -auspicato, necessario e urgente- della classe politica che sia capace di utilizzare la sua funzione per ciò che deve essere: lo spazio per scelte di interesse generale nei settori fondamentali economico-sociale e culturale che discendono dall’applicazione dei contenuti della nostra Costituzione.

Che sappia fare servizio pubblico per i cittadini, per esempio, impiegando le risorse comunitarie disponibili.

Aspettiamo che il PD, in particolare, prenda atto dell’oscillazione del suo consenso quale effetto degli sbandamenti che hanno caratterizzato le prese di posizione della sua leadership fino a produrre uno scontro generazionale e culturale tra i professionisti della politica e i politici pro tempore.


  • Difficoltà e lavoro di squadra

La nostra idea di IDV è quella di una squadra nella quale si collabora e nella quale si lavora tutti per uno e uno per tutti.

Il nostro obbiettivo è quello di amministrare la cosa pubblica e di sostenere alleanze con partiti della sinistra e con i candidati da essi espressi la cui moralità, tuttavia, non sia in contrasto con le regole del partito IDV.

Occorre perciò avere fiducia negli organismi di IDV promuovendo scambi di opinioni, incontri e dibattiti poiché coloro che li rappresentano hanno il diritto-dovere, oltre che di prendere decisioni in autotutela, di offrire il proprio contributo mettendo in campo l’esperienza politica dell’insieme dei suoi componenti, nel rispetto delle regole statutarie e delle strategie politiche condivise.















2 Parte

ORGANIZZAZIONE


Il nuovo Coordinamento provinciale è composto da 18 membri, oltre il coordinatore.

Sono aggregati di diritto i rappresentanti eletti nelle istituzioni locali.

L’organigramma che si propone è in diretta relazione alle caratteristiche del territorio da “amministrare” politicamente, la cui gestione applica i principi enunciati al punto 1 in coerenza con i requisiti richiesti dai POR, che finanziano le varie “misure” promosse con bandi specifici.

Tali politiche di riassetto del territorio, devono contenersi entro obiettivi di sostenibilità, di qualità degli interventi e di valorizzazione delle risorse umane.

Ciò significa pensare ad un modello di sviluppo flessibile, che tenga conto delle nuove esigenze di residenza, di lavoro, di mobilità e di tempo libero per migliorare la qualità della vita. 

In questo quadro occorre esercitare coerenti forme di tutela dei i beni naturali in particolare per quegli ambiti sottoposti al eccessiva pressione antropica. In particolare le zone umide della conurbazione, come gli stagni e le lagune distribuiti lungo la costa, sono un bene patrimoniale di interesse collettivo che deve restare pubblico e non commerciabile.

Tutela della salute attraverso l’adozione di misure di contenimento generale del traffico, soprattutto in relazione all’attraversamento dei nostri paesi soffocati dallo smog, favorendo ogni altra forma di mobilità alternativa.

Per questo è necessario realizzare un sistema di linee per metro tram che colleghi i paesi del Campidano fra loro e con il capoluogo, le infrastrutture di trasporto e quelle sanitarie, i servizi di interesse metropolitano come a spiaggia del Poe


Auspichiamo una società multietnica assecondando il motto dell'Unione europea "Unità nella diversità".

Esso riflette l'importanza del riconoscimento di appartenere e di essere già una società multietnica, malgrado il negazionismo di questo governo, per questo è fondamentale accogliere ed integrare i lavoratori immigrati, residenti nel nostro territorio, che versano i propri contributi partecipando al benessere del nostro paese, riconoscendo loro il diritto di voto.


Vorrei, a questo punto, fare un’exursus sull’esperienza trascorsa nell’Amministra-zione Provinciale di Cagliari come Consigliere che ha rappresentato il nostro partito, l’Italia dei Valori, facente parte della coalizione di maggioranza.

Essa ha rappresentato per me un momento molto interessante e gratificante, per quanto di breve durata, situandosi nei sette mesi conclusivi della legislatura.

Ho potuto osservare e soprattutto partecipare ad un’attività che ha visto l’Amministrazione promuovere e portare a compimento diversi progetti ed iniziative.

Devo dire innanzitutto, che subentrando nella posizione istituzionale del collega di partito Sandro Cancedda e calandomi nelle sue attività, mi sono inserito nelle due commissioni di cui in una componente e nell’altra presidente. A fronte del lavoro svolto in queste commissioni cito alcuni esempi significativi che hanno avuto poi esito positivo anche nei lavori d’aula.


Pertanto come unica Provincia Sarda ha programmato “Gli Accordi Strategici Territoriali” in accordo e collaborazione con i comuni interessati per il rilancio dei medesimi territori, dal Sarrabus al Gerrei, al Parteolla, a Nora Bithia etc.

Tutto ciò seguendo gli indirizzi che la Comunità Europea ha tracciato con linee guida di sviluppo e che l’Istituzione Regione Sardegna ne condivide l’orientamento come ribadito nei documenti di Programmazione delle Risorse POR 2007-2013.

Altro punto di notevole importanza inserito nella competente Commissione dal nostro Assessore Sandro Cancedda, e poi da lui sviluppato, è stato il progetto “Vivere la Campagna”, tra l’altro in collaborazione con la Provincia del Medio Campidano.

Fra le tante altre cose espongo il Progetto che vede la Stabilizzazione dei Precari che sta volgendo alle fasi conclusive, non certo senza alcune difficoltà.

Questi Piani Politici da portare a compimento ci daranno lo spunto per studiarli ed eventualmente approfondirli nelle aree tematiche in linea con quanto già iniziato dal precedente Coordinamento. Ciò con l’obiettivo di proiettarle come Proposte Politiche nelle Istituzioni.


In questo senso e con questa idea abbiamo suddiviso il territorio viene diviso in cinque macro-aree :

1 Nord - il territorio delle zone interne, a prevalente economia pastorale, con presenza di terziario (ospedale Isili, colonia penale Isili) e di industria (ZIR Isili). Fanno parte i nuovi comuni: Escalaplano, Escolca, Esterzili, Gergei, Isili, Nuragus, Nurallao, Nurri, Orroli, Sadali, Serri, Seulo, Villanova Tulo.

2 Centro – il territorio di transizione a prevalente economia agro-pastorale con presenza di PMI di trasformazione nel settore lattiero-caseario, vitivinicolo e oleario; industria (cementeria Samatzai), trasporti (FdS), terziario.

Fanno parte i comuni del Parteolla: Dolianova, Donori, Decimoputzu, Nuraminis, Monastir, S.Sperate, Serdiana, Settimo S. Pietro, Soleminis, Ussana e della Trexenta: Mandas, Gesico, Guasila, Guamaggiore, Selegas, Suelli, Siurgus Donigala, Barrali, Pimentel, Samatzai, Ortacesus, Sant’Andrea Frius, S. Basilio, Senorbì

3 Sud – il territorio dell’area metropolitana di Cagliari, a prevalente economia del terziario (ospedali, Università, porto turistico, porto commerciale, aeroporto), dell’industria (Elmas, Assemini, Sarroch), pesca, agro-alimentare e trasformazione, costruzioni, commercio, trasporti, ricerca.

Fanno parte i comuni: Assemini, Cagliari, Capoterra, Decimomannu, Elmas, Maracalagonis, Monastir, Monserrato, Quartu Sant’Elena, Quartucciu, Sarroch, Selargius, Sestu, Settimo San Pietro, Sinnai,Uta

La popolazione insediata è di 411,033 abitanti, pari al 76% degli abitanti della provincia.

4 Est- il territorio della costa sud orientale, a prevalente economia turistica con presenza di terziario (ospedale Muravera) e di attività agricola.

Fanno parte i comuni del Sarrabus-Gerrei: San Nicolò Gerrei, Goni, Ballao, Armungia, Villasalto, Silius, San Vito, Villaputzu, Muravera, Castiadas, Villasimius, Burcei.

5 Ovest – il territorio della costa occidentale, a prevalente economia turistica e agricola specializzata.

Fanno parte i comuni del Sulcis- Iglesiente: Villa S.Pietro, Pula, Domus de Maria, Teulada.


I responsabili dei territori hanno il compito principale di promuovere e coordinare iniziative in favore di IDV. Devono redigere verbali degli incontri e tenere informato il coordinatore in modo da immettere le informazioni in rete e produrne sintesi da pubblicare a mezzo stampa su una nostra testata.


La struttura del coordinamento comprende 5 settori: POLITICO, STAMPA, ISCRITTI, SEGRETERIA, PROPAGANDA ciascuno affidato a un responsabile che coopterà collaboratori individuati all’interno del coordinamento il cui ruolo è così individuabile:

1 Vice coordinatori
2 Responsabile Tesseramento
3 Comunicazione, scuola politica e organizzazione
4 Enti locali - Circoli Territorio
5 Responsabile organizzazione burocratica (elezioni, sedi e fondi).


Al coordinatore provinciale (o vice) e al responsabile dei circoli spetta anche il compito di formare l'assemblea dei circoli o comitato provinciale, da riunire una volta al mese, per ascoltare il territorio e organizzare iniziative ed elezioni amministrative.
Questa assemblea , a seconda dei temi trattati e su invito del coordinatore potrà' partecipare, senza diritto di voto, cosi come gli iscritti al coordinamento provinciale.

I componenti del Coordinamento sono impegnati ad offrire la propria competenza ad almeno due territori e a svilupparne l’analisi specifica sulla base della seguente traccia:

  • Quadro di Riferimento

  • Obiettivo specifico e obiettivi operativi

  • Strategia

  • Risultati attesi

Il piano di lavoro del Coordinamento è un documento aperto, in continuo aggiornamento le cui sintesi derivano dal costante monitoraggio degli accadimenti e dalle conseguenti modalità di risposta del Coordinamento provinciale alle esigenze dei territori.

Concludo esponendo l’elenco e gli incarichi dei componenti di questo Coordinamento chei mi onoro di rappresentare.


Componenti della MOZIONE GIUSTIZIA e LIBERTA

L’elenco che segue è composta da persone, impegnate a difendere le regole e i valori del partito, composta da giovani, donne e figure carismatiche della prima ora che si impegnano a proseguire, migliorandolo, il lavoro portato avanti dal precedente direttivo.


ORGANIGRAMMA

ROBERTO MILIA

Coordinatore provinciale


1 Luciano ROSSETTI vice coordinatore (con delega al TESSERAMENTO)

2 Antonio GUERRIERI vice coordinatore (con delega alla TESORERIA)

3 Rina SALIS responsabile FORMAZIONE POLITICA

4 Marcello ABIS responsabile SEGRETERIA ORGANIZZATIVA E CIRCOLI

5 Priamo FODDIS

6 Gianluca LOBINA

7 Fernando MANCA

8 Marini FABRIZIO

9 Giuseppe MASALA

10 Stefano MASU

11 Giorgio MELIS

12 Michele PIPIA responsabile COMUNICAZIONE, STAMPA, UNIVERSITÀ

13 Riccardo SCHIRO’

14 Fernando SECCHI responsabile INIZIATIVE COMUNITARIE

15 Antonello SIRIGU

16 Luciano SERRA

17 William TOMASI responsabile DIPARTIMENTI TEMATICI

18 Fabio USALA


COMPONENTI di diritto

1 Federico PALOMBA

2 Adriano SALIS

3 Omar ZAHER

4 Gialeto FLORIS responsabile ENTI LOCALI

5 Maria Franca MARCEDDU

6 Irene MASSA

Ultimo aggiornamento : 24-07-2010 13:38

   
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