Mediante questa rubrica cercherò, per quanto possibile, di affrontare argomenti inerenti lo sviluppo sociale ed economico della nostra comunità capoterrese, all’interno di un più ampio quadro di riferimento quale quello dell’area metropolitana di Cagliari. In materia ci sono molte cose da dire e proposte da fare si ci si pone come obiettivo finale la costruzione di una città socialmente ed economicamente evoluta.
A tale riguardo, bisogna sottolineare innanzitutto che col suo notevole incremento demografico, la sua vicinanza al capoluogo, al porto e all’aeroporto, nonché col suo territorio ben inserito in un’area a forte propensione turistica, Capoterra rappresenta un importante laboratorio per disegnare un tipo di società dotata di servizi innovativi. E’ mio intendimento intervenire anche nel processo di riorganizzazione della struttura politico – amministrativa del governo comunale, ormai obsoleta e troppo legata a condizionamenti localistici che ne impediscono un maggiore sviluppo globale . Non è possibile continuare gestire una comunità in così forte trasformazione con proposizioni politiche legate alla logica del passato e che hanno fatto di Capoterra , come giustamente scrive nel suo libro Emanuele Atzori, “ un paese vicino e lontano”. Da un lato lo storico isolamento territoriale , la mancanza di coesione sociale e territoriale della nuova società capoterrese distribuita “ a macchia di leopardo”, e dall’altro la mancanza nelle amministrazioni comunali fin qui succedutesi di un globale disegno strategico di sviluppo hanno senz’altro fortemente penalizzato le sue notevoli potenzialità. E’ indispensabile che nessuna componente politica , economica e sociale si sottragga ad un corretto confronto attraverso un dibattito che permetta di far sviluppare e consolidare la costruzione e l’elaborazione di questo piano globale. A parer mio, invece, oggi, come ieri, si nota un insufficiente impegno e una scarsa volontà da parte dell’amministrazione comunale affinché questo avvenga ( al contrario di quanto accade in altri comuni della Sardegna). Prova ne è la limitata partecipazione degli amministratori e degli organi dirigenti del Comune alle assemblee pubbliche tenute dallo studio di consulenza per la elaborazione del Piano Strategico. E’ necessario quindi superare decisamente questo stato di cose per mettere Capoterra al centro di una nuova politica programmatoria che la veda finalmente promotrice attiva dello sviluppo di reti integrate di servizi comunali quali la viabilità, il trasporto pubblico, la comunicazione, i servizi idrici, la gestione dei rifiuti, la formazione e la cultura , l’occupazione giovanile , il sostegno alle categorie più anziane,eccetera. Coerentemente al mio comportamento passato intendo continuare, attraverso questo sito, a dare il mio modesto apporto in tale senso. Mi auguro che la mia non resti ancora una volta una voce isolata , ma che trovi il giusto riscontro in tutti quei cittadini che sperano come me di poter vivere in una Capoterra più a misura d’uomo dei nostri tempi. Ultimo aggiornamento : 24-03-2008 20:10
|
|
|
Commenti utenti  |
|
Valutazione utenti
|
|
Aggiungi il tuo commento
|