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06-05-2008 16:04

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Pubblicato in : Blog, Rubrica Massimiliano Cabras


Attraverso le pagine di questo sito informatico vorrei soffermarmi sullo scottante tema della gestione del territorio e dell’ambiente ed in particolare sul Piano Urbanistico Comunale  ( PUC)  quale strumento propedeutico per la elaborazione del Piano Strategico,  recentemente approvato dal Comune di Capoterra.
Diciamoci la verità, l’argomento non è stato adeguatamente perseguito  e sostenuto dalle amministrazioni comunali fin qui succedutesi e che hanno privato Capoterra di disporre per tempo di uno strumento urbanistico capace, per un verso, di assicurare la salvaguardia del territorio e per l’altro di promuovere adeguate forme di sviluppo sostenibile, col fine ultimo di tutelare l’ambiente e di migliorare la qualità della vita dei suoi abitanti.
Ancora oggi a Capoterra si opera in materia urbanistica con un inadeguato Piano di Fabbricazione vecchio di quarant’ anni; piano che consente ( e ha consentito in pqassato) agli amministratori comunali di effettuare scelte molto soggettive e talvolta contrastanti , se non penalizzanti, con le potenzialità intrinseche del territorio.
Fortunatamente, dico io, la Regione Sarda ha deliberato uno strumento di governo del territorio, il Piano Paesaggistico Regionale, al quale volenti o nolenti tutti i comuni dovranno adeguarsi in tempi brevi.
Il predetto documento di indirizzo, infatti, fissa precisi criteri di edificabilità ed introduce nuovi limiti nell’utilizzo e nella destinazione delle aree. Personalmente rispetto l’opinione di chi asserisce che il predetto Piano limita il margine di azione dei comuni , ma non vi è dubbio , e di questo ne sono profondamente convinto, che questo documento , rivolto a tutti i soggetti che operano nella pianificazione e gestione del territorio sardo, vince l’inerzia delle amministrazioni comunali ed impone a queste nuovi ed inderogabili criteri per la tutela e la valorizzazione del proprio patrimonio culturale , paesaggistico ed ambientale.

Infatti il Piano persegue molte finalità e tra queste , per citarne qualcuna, il controllo dell’espansione dei Comuni, la gestione dell’ecosistema urbano, la conservazione e ed il recupero delle grandi zone umide, la compatibilità  delle misure di sviluppo con l’ambiente, il recupero delle tecniche costruttive tradizionali e di quelle finalizzate al risparmio energetico, il decoro architettonico e finanche di azioni coercitive nei confronti dei privati inadempienti per il “non finito”.
Uno sconcio quest’ultimo che offende l’arredo urbano di un  paese.

Inoltre il Piano prevede limiti di edificabilità dalla costa, specie in questi ultimi anni assaltata senza criterio da speculazioni di ogni tipo, il dimensionamento delle aree di completamento o di espansione a fini residenziali ed il piano del verde urbano, quale parte integrante della pianificazione urbanistica generale.
Peraltro,e questo lo ritengo molto importante, tutti gli interventi di nuova espansione dovranno essere orientati al completamento dell’impianto urbano e alla integrazione polifunzionale.



Il Piano giustamente sottolinea, altresì, che deve essere contenuto l’utilizzo a fini residenziali delle campagne , cosa che sta compromettendo vergognosamente il territorio.

Di riflesso anche per Capoterra è giunta l’ora di fare scelte precise e di impegnarsi seriamente nella formazione del Piano Urbanistico, da sempre sbandierato nei programmi elettorali di tutti i partiti e, per motivi diversi, mai realizzato.

Col tempo e con l’aumentare della popolazione la nostra cittadina risulta sempre più invivibile : gli spostamenti sono difficili , i servizi pubblici sono inefficienti, il verde e gli spazi destinati al sociale sono carenti, le residenze , dove  vive gran parte della popolazione , sono poco seguite, per non dire abbandonate.

Occorre cambiare direzione politica riqualificando il territorio, valorizzando il centro storico e le periferie, ripristinando gli ambienti naturali.
Occorre costruire la città con interventi sui servizi, sulle infrastrutture, sul verde pubblico, sul patrimonio abitativo.
E’ necessaria, infine,una nuova cultura rispetto al passato, a mio avviso troppo legata a “ visioni paesane” , per introdurre nella gestione della cosa pubblica la formulazione di nuovi obiettivi che riqualifichino veramente il territorio e la vita urbana dei suoi cittadini.
Fortunatamente  esistono questi  indirizzi generali  ai quali le amministrazioni devono adeguarsi , pena l’immobilismo totale; indirizzi generali sui quali riponiamo tutte le nostre speranze di cittadini di questo territorio  per un effettivo cambiamento.

Gli amministratori comunali, e Capoterra non potrà essere una eccezione,  non devono ( e non possono ) più rimandare l’incombenza del PUC e di conseguenza devono programmare con precise regole la vivibilità e lo sviluppo del proprio territorio.

E’ decisamente finito il tempo della “ navigazione a  vista” .

Il sindaco e gli amministratori devono dimostrare una reale discontinuità rispetto alle gestioni precedenti.
Il PUC deve diventare decisamente ed improrogabilmente l’obiettivo primario.
Tutti gli altri obiettivi, anche se importanti, devono essere considerati secondari rispetto a questo.

Gioco forza bisogna uscire dalla politica del “ rattoppo” e del compromesso fin qui seguita, per incapacità o convenienza, non sta a me giudicarlo, per arrivare ad una corretta politica di Piano.
Piano che preveda, come detto, l’assetto generale del territorio e dell’ambiente e che tenga ovviamente conto delle economie e dei miglioramenti che possono derivare alla propria comunità dalla stretta collaborazione con i paesi vicini e soprattutto con quelli dell’area metropolitana. 

Ultimo aggiornamento : 06-05-2008 16:04

   
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Scritto da: giustiziere (Utente) 07-05-2008 21:03

Scritto da: giustiziere (Utente IP 82.84.199.2) 07-05-2008 21:03

Ritengo che il Comune di capoterra sia ancora molto lontano dal varare il PUC. Al riguardo IDV si deve impegnare per sponare questa amministrazione a portarlo a termine al più presto.

 

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