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L'area metropolitana di Cagliari PDF Stampa E-mail
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11-06-2008 13:38

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Pubblicato in : Blog, Rubrica Massimiliano Cabras


Ho ritrovato un mio articolo pubblicato  qualche tempo fa su un mensile locale. Stante l’attualità dell’argomento ritengo opportuno riproporlo con qualche variazione .

La costituzione dell’area metropolitana di Cagliari, consentita dalla legge sull’ordinamento delle autonomie locali fin dal 1990, è legata a scelte politiche e come tale soggetta a “ laboriose analisi e ricerche” per stabilirne le opportunità ( o le convenienze ), per definirne la sua delimitazione geografica e soprattutto  per designarne i poteri ed i ruoli della città metropolitana e dei comuni che ne andranno a far parte. In questi ultimi anni – dal 1991 in poi – le forze politiche , i sindacati, le associazioni degli imprenditori,l’università, le associazioni varie, ecc. si sono lungamente interessate all’argomento anche se sempre, a mio parere, con estrema prudenza e, in definitiva, con dichiarazioni  più di principio che di sostanza.
A quanto mi risulta sono state anche  presentate da diversi gruppi politici  proposte di Legge Regionale e  sono stati fatti, a ogni livello,  specifici convegni, senza  però pervenire a risultati immediatamente operativi.
Un fatto è certo : nessuno ha detto no, tutti si sono dichiarati  disponibili al confronto ed al dialogo, ma in sostanza  tutte le buone intenzioni sono morte sul nascere.
Le remore tra gli “ addetti ai lavori”  possono essere derivate , a parer mio,  soprattutto dalla individuazione di una zona di competenza , molti possono essere gli interessi in proposito,  e di una gestione omogenea del territorio.
Infatti oltre a dover delimitare un territorio vasto e  in forte contrapposizione tra  aree forti e aree deboli, questi avrebbero dovuto  trovare un adeguato  compromesso per la sua gestione unitaria; gestione unitaria che avrebbe dovuto sacrificare  irrimediabilmente la componente “autonomistica”  che di fatto alberga in ogni singola comunità.

Non vi è dubbio però che negli anni si sono fatte più forti  e sempre più impellenti  le necessità delle popolazioni residenti alla ricerca di migliori servizi e soprattutto  a prezzi decisamente più economici.
L’area metropolitana potrebbe rappresentare in questo caso un valido strumento.

Pensiamo solo  a quelle legate alla viabilità, al traffico e ai trasporti  da e per il capoluogo, alla pianificazione territoriale, alla tutela e alla valorizzazione dei beni culturali e dell’ambiente, alla tutela idrogeologica e alla valorizzazione delle risorse idriche, allo smaltimento dei rifiuti, ai servizi dello sviluppo economico e della distribuzione commerciale, ecc.


Resta inteso  però che la proposta  politica complessiva dovrebbe  :
  • identificare le funzioni comunali che si vogliono trasferire alla città metropolitana servendosi degli elaborati relativi alla programmazione strategica;
  • tener conto dello sviluppo sociale, culturale ed economico delle varie località che sono chiamate a farne parte;
  • garantire una programmazione omogenea dello sviluppo del territorio.

Sarebbe un grosso errore però programmare dall’alto questa entità sovracomunale, sottraendo così ai comuni interessati la loro diretta partecipazione .

I comuni non possono essere estraniati da questo processo fin dalla sua fase costitutiva. Per questo , a mio avviso, sarebbe necessario coinvolgerli possibilmente in un permanete tavolo di concertazione.
Un tavolo paritetico da cui emergano punti di convergenza e di collaborazione  capaci di soddisfare gli interessi di tutte le comunità attraverso un forte progetto territoriale, un forte intervento intellettuale e progettuale, una forte determinazione nella ricerca comune delle risorse finanziarie necessarie.
 
Occorre quindi abbandonare la vecchia teoria di sviluppo che vede come “area metropolitana” l’ingrandimento del centro capoluogo verso la periferia.
Un concetto che oggi non regge più.

Ritengo quindi che questo  nuovo livello di gestione amministrativa e territoriale possa essere realizzato solo nella chiarezza delle competenze e con la partecipazione ed il consenso delle popolazioni comprese nell’area.

Tutti gli altri tipi di approccio , sempre a mio giudizio, sono decisamente destinati al fallimento.

Su questo argomento, così come per gli altri pubblicati  in questo sito, mi sarebbe  gradito conoscere  il parere dei lettori.
 

Ultimo aggiornamento : 11-06-2008 13:38

   
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Scritto da: giustiziere (Utente) 17-06-2008 17:22

Scritto da: giustiziere (Utente IP 82.84.141.86) 17-06-2008 17:22

Il problema legato all'area metropolitana si sta riproponendo con la proposta di abolire le comunità montane e le province dove ci sono i presupposti di un comune metropolitano. L'aggregazione di più comuni potrebbe significare , come detto nell'articolo, un miglioramento nei servizi a minori costi, e questo a tutto vantaggio dei cittadini residenti..

 

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