Riteniamo opportuno riportare interamente la dichiarazione dell’On. Antonio Di Pietro, Coordinatore Nazionale di Italia dei Valori, come elemento di dibattito tra i nostri lettori. L’argomento è di forte impatto sociale e merita, secondo noi, una profonda riflessione. Contiamo, quanto prima , di indire, presso la nostra sede di Capoterra, sita in via Cagliari 123, un apposito incontro con gli iscritti e con i simpatizzanti. Ci farebbe comunque molto piacere essere contattati anche prima di questo evento inviandoci una e mail o chiamandoci direttamente al numero telefonico 070 721441.
Eccoci qua ancora una volta a parlare e decidere cosa fare in merito alle intercettazioni telefoniche, secondo provvedimento emanato dal consiglio dei ministri qualche giorno fa. E’ un disegno di legge, quindi deve ancora passare in Parlamento.
Noi dell’Italia dei Valori faremo sentire la nostra voce fuori dentro e fuori il Parlamento, perché sono state prese delle decisioni che vanno chiaramente contro l’interesse della magistratura e degli inquirenti, ma soprattutto nostro, sui reati che vengono scoperti. Soprattutto poi c’è tutta una serie di provvedimenti presi per impedire a voi di sapere. Voi non potrete più sapere nulla fino a quando non ci sono stati i dibattimenti, è come se si facessero i processi a porte chiuse come nella santa inquisizione. Non si deve più sapere se c’è qualche clinica degli orrori, se ci sono i furbetti del quartierino, se c’è il presidente del consiglio che si mette d’accordo per mandare alcune trasmissioni si, alcune trasmissioni no, per la lottizzazione tra il servizio pubblico e privato. Con la scusa della privacy vogliono "fare tutto in privacy", e questo non va bene.
Noi dell’Italia dei Valori abbiamo deciso di fare due cose importanti. Primo, sul piano tecnico giuridico questa legge può essere fermata, se non in Parlamento, e noi ce la metteremo tutta, lo faremo grazie a voi con un referendum abrogativo, che subito dopo l’approvazione anche in Parlamento noi dell’Italia dei Valori avvieremo chiedendo aiuto ai blogger e facendo grandi manifestazioni per sensibilizzare l’opinione pubblica e raccogliere le adesioni. Almeno cinquecento, seicento mila firme le dobbiamo raccogliere in poche settimane.
Invitiamo tutti coloro che hanno la possibilità di aiutarci in questa manifestazione di massa e di essere con noi. E poi attraverso un atto di disobbedienza civile, che non vuol dire violare la legge. Vuol dire mettere in discussione questa legge rispetto ai principi costituzionali e rispetto ai principi stabiliti dall’Unione Europea, che è quella della libertà d’informazione inteso come libertà d’informare, di essere informati e di potersi informare. Sono principi costituzionali che vengono violati da questa legge.
Noi su questo blog trasmetteremo tutto ciò che non vogliono farvi sapere. Lo trasmetteremo lo stesso raccogliendo l’invito di Marco Travaglio. Anche lui ha detto che non si farà mettere il bavaglio alla bocca e trasmetterà lo stesso a costo di andare in galera. Lo faremo anche noi al costo di andare in galera, ma siamo convinti che alla fine ce li manderemo in galera, perché questa è una legge criminogena, che viola la Costituzione, che viola le leggi internazionali sulla libertà di stampa e di espressione, sulla libertà di poter dire le cose come stanno.
Ovviamente su questo blog non trasmetteremo cose false, ma cose vere di cui ci assumeremo la responsabilità, e invitiamo a tutti voi, blogger, che come noi venite a conoscenza di fatti simili di raccontarli, di diffonderli. Potrete anche rivolgere a noi direttamente per diffonderli. Se le diffondete voi e qualcuno vi fa questione legale, l’assistenza legale ve la diamo noi purché i fatti siano veri, non perché non vogliamo raccontare fatti falsi, ma non vogliamo tacere a raccontare fatti veri.