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La raccolta integrata dei rifiuti urbani a Capoterra PDF Stampa E-mail
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16-07-2008 16:09

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Pubblicato in : Blog, Rubrica Massimiliano Cabras


Parlare della raccolta integrata dei rifiuti urbani a Capoterra richiederebbe certamente una più ampia ed approfondita analisi di quella che posso fare io in questa mia rubrica. Soprattutto  concentrare in  un solo articolo tutta la  vasta problematica della raccolta dei rifiuti  in questa località è certamente  estremamente complesso.
Per questo evidente motivo  mi limiterò ad analizzare solo due punti  dei molti inseriti nel contratto d’appalto; punti  che  in questo momento considero di più  rilevante interesse rispetto ad altri , riservandomi comunque  di riprendere, con successive note, l’applicazione di alcune altre clausole contrattuali.
Fatte  queste doverose premesse, entro nel merito dell’argomento e  mi soffermo innanzi tutto su alcune considerazioni di carattere generale.

Nel mese di maggio del 2006 la commissione di gara nominata dal Comune   ha affidato, per sei anni, alla Ditta ASPICA srl l’appalto per la raccolta integrata dei rifiuti urbani e dei servizi di igiene urbana  di Capoterra per un importo, a base annua,  di € 2.200.000 più iva.

Frutto di una lunga elaborazione  tecnico – amministrativa durata quasi un anno, a partire da quando  i professionisti incaricati   dello studio del territorio avevano presentato, per un modesto (?) compenso di 25.000€ circa,  una proposta operativa per l’articolazione del servizio.

Devo precisare  comunque, per completezza d’informazione, che aveva risposto al bando  di gara anche la società Co.S.I.R,  ma  che questa ditta  era stata esclusa   in quanto non in possesso di uno dei  requisiti richiesti.  Cioè “non aveva  effettuato negli ultimi tre anni  di esercizio ( 2003-2004-2005) in maniera continuativa servizi di raccolta differenziata di rifiuti con sistema domiciliare porta a porta…e  comunque in almeno in un comune avente popolazione residente non inferiore a 24.000 abitanti”.
Su questa clausola ci sarebbe da fare qualche  “riflessione”  , ma  tralascio ogni valutazione in proposito  per non innescare  ulteriori  argomenti che mi porterebbero  fuori  dal tema prefissato.
Dalla lettura del verbale di conferimento dell’incarico, votato all’unanimità dalla predetta commissione comunale, rilevo preventivamente che “ la ditta offerente  propone un ottimo servizio migliorativo rispetto al progetto guida “ e che “ il progetto risulta nella quasi totalità ben strutturato e particolareggiato.


Con queste premesse , improvvisamente  nel marzo 2007, dopo una brevissima campagna di informazione e di sensibilizzazione  dell’utenza, si è dato  avvio al progetto di raccolta differenziata.

Trascorso più di un anno dalla sua entrata in esercizio mi sento legittimato a fare qualche osservazione.


Il centro servizi


Il cuore propulsore, il motore di tutta l’organizzazione dell’ appalto  è legato, novità per Capoterra, alla costituzione di un adeguato “ Centro Servizi”.

Il  Capitolato Speciale d’appalto presentato dai professionisti, e fatto proprio dal Comune,  dispone, infatti,  che la ditta vincente debba obbligatoriamente realizzare un Centro servizi nel territorio del Comune “ avente lo scopo di consentire il conferimento diretto delle frazioni merceologiche di rifiuto urbano da parte delle utenze del territorio comunale“   e pertanto “ dovranno essere ammessi  rifiuti quali ..batterie d’auto, inerti di piccole ristrutturazioni domestiche, sfalci verdi ..“.
In particolare, è scritto nel predetto documento, nel Centro Servizi   “dovrà essere  data la possibilità alle utenze di conferire sia  il rifiuto umido che  quello secco qualora l’utenza si trovasse occasionalmente nell’impossibilità di poter rispettare il conferimento nelle fasce orarie previste per la raccolta domiciliare”.
Nel documento si legge  altresì che :“ Il centro servizi dovrà essere separato dal cantiere di rimessaggio automezzi e attrezzature della ditta concessionaria dei servizi di raccolta” e che “ prima dell’avvio del servizio la Ditta aggiudicataria di concerto con l’Amministrazione Comunale dovrà stabilire gli orari di accesso al Centro Servizi..”.
Viene precisato altresì in modo perentorio che  “ entro sei mesi dall’avvio dei servizi , quindi entro il termine del periodo transitorio, l’opera  dovrà essere conclusa e pronta alla gestione”

Leggendo  poi la relazione tecnica presentata dall’ASPICA   non solo vengono confermate nella totalità  queste indicazioni, ma viene precisato  che  l’area verrà adeguatamente sistemata con del conglomerato bituminoso e che verrà posto in essere  un  idoneo sistema di drenaggio delle acque piovane  . “Il personale di servizio “, inoltre “ sarà sempre a disposizione dell’utenza durante l’apertura del Centro .  Apertura  che viene stabilita   in  tre giorni la mattina e tre giorni la sera e per quattro ore al giorno. Orari che verranno esposti con una apposita insegna murale .

L’Aspica nella sua Relazione Tecnica inoltre  ha dato precisa garanzia che  Il Centro sarà dotato di idonei uffici amministrativi, di un numero verde tramite il quale gli utenti potranno effettuare le segnalazioni riguardanti il  servizio e, per una maggiore disponibilità dell’utenza ,  che verrà attivata  una segreteria telefonica operante nell’arco delle  24 ore.

Una bella prospettiva che finalmente veniva incontro alle esigenze di una grande parte della popolazione .

Però … però  il sogno durato  solo qualche settimana.

Infatti, alla fine di settembre dello stesso anno   la Regione  Sarda ordina la chiusura dell’ecocentro in quanto non adeguato alle norme vigenti sull’ambiente.
 In altri termini  i cancelli del previsto  centro servizi  devono restare chiusi  sino a quando non verrà posizionata una apposita piattaforma che impedisca il contatto diretto tra cassoni  e suolo.

Da allora , e  siamo arrivati quasi a metà luglio del 2008,  i cancelli del centro servizi sono  rimasti chiusi al pubblico.
Ovviamente senza alcuno sconto sui servizi resi al cittadino … e  con il Comune consenziente.



La raccolta degli sfalci verdi



Scrive la ditta vincente nel suo progetto di offerta : “Il circuito di raccolta della frazione verde costituita da residui di stralci e potature provenienti dalle utenze domestiche verrà espletato su chiamata, con frequenza settimanale in tutto il corso dell’anno”.
“ La squadra provvederà al ritiro del materiale direttamente all’interno dell’utenza senza dar compito alla stessa di provvedere all’esposizione esterna e senza richiedere un confezionamento specifico oltre al raggruppamento ( fascine)”.

Una soluzione  importante per un servizio tanto desiderato, specialmente dai numerosi utenti delle residenze periferiche.

Ma anche questo servizio purtroppo  è rimasto sulla carta.

Recentemente, infatti, con la chiusura del Centro Servizi, si è stabilito (?) che : la raccolta verrà effettuata solo un pomeriggio alla settimana presso le lottizzazioni e sempre che l’utenze portino diligentemente lo sfalcio dell’erba nei punti di raccolta fissati dalla ditta vincitrice dell’appalto.
Disposizione , avvallata dal Amministrazione  comunale,   in evidente contrasto con lo spirito di quanto stabilito dal contratto d’appalto.

Scelta  questa con evidente ricaduta negativa nei confronti dei numerosi cittadini residenti nelle lottizzazioni periferiche, maggiori produttori di questo tipo di rifiuto, che si vedono costretti a portare con “propri mezzi” lo sfalcio dell’erba prodotta.

Cittadini  delle residenze che  già subiscono  anche altri tipi di disagio derivanti dalla  gestione  non proprio perfetta del servizio.

Mi riservo infatti  di entrare successivamente su argomenti che riguardano specificamente  i tempi di raccolta , il regime di costo da applicare ai possessori di compostiere che non conferiscono la frazione umida ( valutabili in circa 1000 famiglie su un totale di 9.000), la raccolta dei rifiuti abbandonati, il controllo dei punti abusivi di scarico , il servizio di raccolta per i disabili,   lo spezzamento stradale,  ecc..


Prima di chiudere questa mia nota voglio spendere ancora due parole sulla campagna  di informazione proposta dall’Aspica.

Nell’offerta tecnica presentata al Comune questa  si era impegnata  , oltre ad effettuare  una costante campagna di informazione e sensibilizzazione, a  ” far nascere  ( a Capoterra) il Progetto Ecoteca :  un negozio ubicato in una zona ad alto transito di pubblico, dove i cittadini, le associazioni , le scuole ed il Comune, potessero  consultare , prendere in prestito e comprare materiale informativo sull’ambiente.

Interessante e nobile proposito , ma  purtroppo anche questo progetto  è morto sul nascere.


E’ di questi mesi la notizia che l’ASPICA lascia e che  della raccolta differenziata di Capoterra se ne occuperanno i francesi.  Sarà infatti  la società multinazionale “San Germano”, del gruppo Derichebourg ,  che incorporando l’ASPICA, gestirà interamente il servizio.

Questa sostituzione, sempre che  sia  legittima,  porterà al rispetto delle clausole contrattuali a suo tempo stipulate?

Non ci resta che aspettare, direte voi!

No, dobbiamo adoperarci perché tutto si svolga nel modo concordato.

Noi  come  Italia dei Valori fin da ora diamo tutta la nostra disponibilità al riguardo.

Ci saranno comunque gradite vostre comunicazioni  in merito.

Dove?

Presso la nostra sede in via Cagliari 153 - telefonandoci al numero 070 721441 - lasciandoci un messaggio in segreteria  - inviandoci una e mail.

Vi ringraziamo anticipatamente per la vostra collaborazione .

Ultimo aggiornamento : 16-07-2008 16:09

   
Figo: lo DIGO!
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