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Ancora sulla raccolta dei rifiuti solidi urbani PDF Stampa E-mail
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Thursday 04 September 2008

Riceviamo e pubblichiamo la lettera al Sindaco  dal consigliere comunale di Capoterra  Franco Bayre:

Stante la perdurante fuoriuscita di nauseabonde emissioni dall’Impianto di Compostaggio del Tecnocasic e a fronte di giuste recriminazioni di nostri concittadini della Residenza del Sole, Cooperativa Mille e zone limitrofe, in data 3 agosto 2008, ho inviato, in qualità di Consigliere Comunale, al Sindaco di Capoterra una garbata lettera che allego in copia e sollecitava un puntuale intervento per attenuare o meglio porre fine al disagio su menzionato.

Se non per buona educazione almeno per responsabilità amministrativa e quel dovere istituzionale sancito da vigenti norme, il Sindaco, nello spazio di 30 giorni, avrebbe dovuto dare giusto riscontro alla nostra lettera ma soprattutto alle sacrosante aspettative dei nostri concittadini.

Invece totale e assordante silenzio.

Già l’anno scorso, nel medesimo periodo ferragostano, segnalammo in modo vibrato, sia in Consiglio Comunale che tramite la stampa, la perenne fuoriuscita, nelle ore notturne, di venefici fumi dalle fiaccole degli impianti di una struttura industriale in quel di Macchiareddu. Purtroppo anche questo problema è tuttora irrisolto. 

Chi ben ci conosce sa l’impegno che profondiamo per assolvere al nostro compito di Consigliere Comunale ma se, chi di dovere, non ci degna, non tanto per la nostra persona ma solo ed esclusivamente nel precipuo interesse dei cittadini capoterresi d’un minimo della doverosa attenzione ammnistrativa, purtroppo il nostro impegno risulta vano e le problematiche vanno ad irrobustirsi.

Qualcuno magari tenterà, ancora una volta, di contrabbandare questa nostra sacrosanta evidenza di fatti per fomento di gratuite polemiche. Indirizzo errato. 

Ferma restando la perenne gravidanza della mamma degli stolti, ancora una volta “scripta manent et verba volant”. E quanto scritto e depositato agli atti incofutabilmente determina le risultanze che ogni persona di buon senso, giusta responsabilità e libero arbitrio non può assolutamente negare.

Signor Sindaco,
causa giusta sollecitazione di numerosi nostri concittadini e altresì a fronte di una personale diretta esperienza di fatti, sono costretto a rivolgermi a Lei per esternarLe il forte disagio ambientale  creato dall’impianto di compostaggio dell’area Casic.

Ella ben ricorderà che, a suo tempo in assemblea consiliare, (l’intervento scritto, posto agli atti, in difetto di memoria, potrà suffragarlo) con facile profezia sostenemmo che detto impianto, per evidenti motivi, avrebbe prodotto situazioni di malessere e di pessima salubrità dell’ambiente circostante, andando ad incidere negativamente sulla salute dei nostri concittadini.
Quelle che taluni, allora, etichettarono come gratuite ed immotivate paure dello scrivente, purtroppo  per noi, sono diventate pestifera realtà.

Ella di certo, qualora non ne avesse acquisita diretta esperienza, sarà stata già informata che, maggiormente di primo mattino e sul calare della sera, puntualmente, un nauseabondo tanfo, generato, nell’impianto di cui trattasi, dalla decomposizione dei rifiuti umidi, si dirige, a seconda dei venti, a rendere irrespirabile in primis l’aria delle residenze più vicine (Cooperativa Mille e Residenza del Sole) per sconfinare - e non di rado -  ad ammorbare lo stesso Centro Storico e gli altri siti residenziali circostanti.

Ella ne converrà che, tenere sprangate, soprattutto nel periodo estivo, porte e finestre per tentare di limitare i danni di tale vagante e puzzolente nube non è  e non può essere una soluzione al problema.
Persone anziane o meno fortunate di noi, a cui è stato sottratto il bene della salute, già costrette per evidenti disagi a sopportare un malessere esistenziale probabilmente irrevocabile, non è giusto né umano debbano farsi carico di questa ulteriore croce ambientale.

Giustamente i nostri concittadini sono allarmati. Altrettanto giustamente reclamano un sollecito intervento, da parte nostra, per “costringere” i diretti responsabili di tale scempio ambientale e salutistico ad una immediata e definitiva soluzione del problema.

Nonostante il “disarmo ferragostano” purtroppo v’è assoluta urgenza d’intervento.

Come peraltro, superato il periodo delle ferie, vi è altrettanto assoluta necessità, da parte di noi amministratori, d’una seria e ponderata riflessione sullo status del nostro territorio ormai subdolamente vittima di sempre più numerosi  “accidenti ambientali” che inevitabilmente, in difetto d’una nostra determinante reazione ed opposizione, finiranno per trasformare, pede lento ma costante, il territorio capoterrese (logisticamente perfetto e minuto paradiso terrestre tra mare, montagna, laguna) in un cimitero ambientale.

Se  è vero che le ciminiere di Sarroch sono la parte emergente dell’iceberg dell’inquinamento, non si può negare che alla parte sommersa, quella addirittura più nociva e pericolosa, in difetto di quella nostra reazione auspicata e dovuta, finirà per appartenere il nostro territorio già abbondantemente saccheggiato da mille orpelli tecno-industriali.  Meglio prevenire che curare.

Qualora Ella volesse intraprendere delle azioni che, per ovvie ragioni persuasive, necessitano d’una massiccia presenza di forze e volontà pacifiche, mi ritenga (seppur nel mio ruolo di membro della minoranza consiliare) e unitamente a quei numerosi cittadini che hanno sollecitato questo mio intervento, a Sua completa e totale disposizione.

Interprete delle giuste aspettative dei nostri concittadini, confido nella sua immediata e fattiva operosità.

La ringrazio per la cortese attenzione e Le porgo cordiali saluti.
Capoterra, 3 agosto 2008.
Ultimo aggiornamento ( Thursday 04 September 2008 )
 
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