Il giorno della Befana diverse migliaia di persone hanno invaso la Fiera di Cagliari per partecipare all’apertura delle campagna elettorale del Governatore dimissionario Renato Soru. Ad ascoltarlo c’erano rappresentanti dei partiti che garantiscono la coalizione. In sala sventolavano le bandiere del Partito Democratico, di Italia dei valori, di Rifondazione, dei Verdi e dei Quattro mori: Una di queste ultime retta da Claudia Zuncheddu, consigliera comunale a Cagliari che ha abbandonato il PSD’Az per la sua inaudita svolta a destra. Il comizio elettorale di Soru è stato preceduto da molti interventi fatti da “testimoni” della ricerca, delle politiche sociali, dei disabili, della scuola e del mondo dell’economia sarda. Di particolare interesse sono stati gli interventi di Paolo Fresu e del sacerdote Ettore Cannavera. Tutti si sono espressi favorevolmente sulla politica perseguita dalla Regione in questi ultimi anni.
“ Meglio Soru, meglio la Sardegna” spiccava a tutta parete lo slogan con il quale il Governatore vuole affrontare la campagna elettorale che si concluderà a metà febbraio. Uno slogan con il quale Renato Soru ha inteso dare un messaggio a tutti i sardi : non fidatevi di che vuole colonizzare ancora una volta la Sardegna per usi propri.
Ma chi è Renato Soru?
Molti lo conoscono solo negativamente attraverso le pagine de L’Unione Sarda o attraverso le televisioni locali che nei loro resoconti ne hanno, a mio parere, sminuito l’immagine.
Facciamo quindi alcune considerazioni sulle cose fatte.
In primo luogo lo vediamo fronteggiare positivamente , insieme al suo governo, una difficilissima situazione finanziaria ereditata dal centro destra. Tra le iniziative prese vi è stata quella di ridurre il disavanzo di bilancio che al momento dell’insediamento presentava un indebitamento complessivo di oltre tre milioni di euro. Importante,inoltre, è stata la trattativa con lo Stato per la compartecipazione al gettito tributario.
Negli anni del suo governo ( 2004 – 2008 ) deve essere annoverata l’approvazione della Legge Salvacoste che consentirà di conservare e gestire responsabilmente il paesaggio. “ Un popolo senza paesaggio - riporta un giornale distribuito durante la convention – è un popolo senza identità,né memoria. La nostra scelta non è stata di non continuare a consumare il patrimonio ambientale, ma di tutelarlo e di valorizzarlo , di governare il territorio con regole severe ed efficaci ed insieme migliorare la qualità della vita”. “ Con le misure di salvaguardia è stata fermata la cementificazione selvaggia delle coste, evitando che il nostro patrimonio costiero venisse compromesso per sempre”. Notevole è stata l’azione per il riequilibrio nelle servitù militari per ottenere la restituzione degli immobili vincolati, così come importante è stata l’azione per tutelare il patrimonio culturale della Sardegna. Una nota di particolare merito riveste la gestione integrata dei rifiuti che ha portato la nostra Isola in soli tre anni dal 5% di raccolta differenziata al 27% annoverandola così tra le regioni più virtuose d’Italia. Ingenti risorse sono state destinate alla scuola, alla Università ed alla ricerca, tutto questo in controtendenza con gli ingenti tagli portati al riguardo dal Governo nazionale. Ma non dobbiamo trascurare altri importanti capitoli come la lotta agli sprechi e la razionalizzazione degli enti e dei consorzi, frutto dell’occupazione partitica in molti consigli di amministrazione. Così come dopo oltre 20 anni la Regione si è dotata di un Piano Sanitario Regionale superando l’ingerenza che al riguardo aveva sempre avuto il potere politico. Per quanto riguarda il lavoro le politiche regionali hanno accompagnato il processo di creazione e mantenimento dell’occupazione , favorendo ove possibile la domanda e l’offerta. Per quanto attiene all’economia azioni importanti e concrete sono state operate verso l’artigianato, il commercio, l’agricoltura, con interventi sulle infrastrutture e sull’organizzazione. E’ pur vero che la litigiosità ed i contrasti al suo interno non hanno giovato alla sua immagine e all’operato del Governo della Regione. Malumori che la stampa locale ha ampliato, contribuendo così a mettere in cattiva luce la sua azione rinnovatrice e risolutrice . Ma è pur vero che l’amministrazione di centro sinistra guidata da Renato Soru ha in questi anni perseguito una politica di trasformazione per far si che la Regione da soggetto burocratico diventasse soggetto programmatore, smantellando un sistema clientelare che per lungo tempo ne ha impedito una sana azione politica. Oggi Renato Soru si ripropone con una coalizione formata dal PD, IdV, Rifondazione,Verdi e una parte del PSD’Az per continuare una azione rinnovatrice di governo . Per il bene della Sardegna è bene unirsi all’ interno a questo progetto. Non fermiamo il cambiamento. Ultimo aggiornamento : 30-01-2009 12:12
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